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feb 08 2011

ABsynth3 – VSTi


ABsynth3 – VSTi

Fonte articolo: www.xelenio.com
Scritto da:  Ale

Onestamente non pensavamo che la Native Instruments riuscisse a migliorare ulteriormente l’Absynth, provando la nuova versione del software noi di Xelenio siamo stati costretti a ricrederci.
Tutto è stato migliorato e approfondito, dall’interfaccia grafica (dal sapore futuristico) ai generatori sonori (ancora più potenti ed efficaci). Come al solito la Native Instruments non ha lasciato nulla al caso ed ha realizzato il miglior sintetizzatore mai realizzato fino ad ora. Con l’Absynth 3 siamo già con un passo nel futuro.

La struttura del nuovo Absynth è molto simile a quella delle versioni precedenti, il synth è suddiviso in varie sezioni, ognuna delle quali ha il compito di occuparsi di una serie ben precisa di funzioni. Analizziamo le schermate una per una.

La schermata MAIN

Questa è la schermata principale del software, quella che ci viene incontro ogni volta che lanciamo il programma. Qui possiamo gestire le funzioni relative alla fruizione dei suoni creati con l’Absynth.
Nella parte che abbiamo contrassegnato con il numero 1 gestiamo le librerie dell’Absynth (ogni banco ha 8 sezioni e per ogni sezione disponiamo di 16 preset). Possiamo importare i banchi del sintetizzatore e modificarli come meglio crediamo. L’Absynth viene venduto con una Sound Library piena di banchi suddivisi per categorie sonore. Abbiamo i seguenti banchi: Beats, Noise, Acoustic Instruments, Atmospheric & Weird 1 e 2, Bass Instruments, Drums, Ethnic, Ambient & FX, Evolving Atmospheres, Evolving Soundscapes, Factory Presets V1 & V2, Keyboard Instruments, Loops & Sequences 1 e 2, Pads 1 & 2, Percussion, Really Cool Patches, Really Useful Patches, Rhythmic Noise, Rhythmic Pads, Surround Patches, Synth Instruments, Synth Leads e, infine, Synth Loops. Consideriamo che sul sito della NI possiamo anche accedere alla User Library, in cui gli utenti registrati si scambiano le librerie create (è possibile dare un voto per giudicare la qualità delle librerie).
Nel secondo settore (numero 2) troviamo dei parametri di carattere generale del preset, quali la polifonia, il volume sonoro (espresso in dB), il pan, il BPM del preset (questa funzione ci risulterà utilissima per mettere a tempo con un brano i preset ritmici), l’altezza dei suoni e l’intonazione del suono (possiamo optare tra intonazioni standard e particolari come quelle relative a strumenti arabi o indiani).
Il terzo settore (numerato con 3) è dedicato alla programmazione MIDI di alcuni parametri del suono che potranno essere assegnati ad un controller MIDI esterno. Due sono le importanti novità: la possibilità di inserire un breve testo descrittivo del parametro assegnato al controller, la presenza di un pad di tipo bidimensionale XY in cui è possibile variare i valori di ben due parametri contemporaneamente (va usata con un controller tipo Joystick).
Nell’ultimo settore (numero 4) è possibile visualizzare la tastiera virtuale (per effettuare una prewiew del suono anche in assenza di hardware) e i pedali sustain e hold.

La schermata PATCH

In questa schermata abbiamo il vero e proprio sonoro dell’Absynth, quello contenente il motore sonoro del programma. Il programma è suddiviso in catene sonore.
Nella prima abbiamo tre generatori indipendenti. Ogni catena di generazione (come quella contrassegnata con il numero 1) contiene una sezione per l’oscillatore, una di filtraggio e una di modulazione.
Nella sezione Oscil è possibile selezionare la modalità di generazione sonora (singola, doppia, FM, ring modulation, frattale, campionamento, granulare e audio in), la forma d’onda (l’elenco è molto grande, si va dalle forme d’onda classiche della sintesi analogica a forme d’onda particolari) e l’intonazione del suono.
La sezione Filter garantisce la massima flessibilità di filtraggio essendo presente qualsiasi tipo di filtro (dai LP ai BP fino ai BPF ai Notch e ai Combo). I comandi presenti sono variabili secondo il tipo di filtro attivato, classici sono i comandi di Cutoff e Resonance.
La sezione Mod permette di modulare il suono in due modalità: con la ring modulation (ideale per rendere il suono metallico) e con uno Freq Shift (che interviene sulla frequenza del suono).
Queste tre catene di generazione sonora sono di tipo verticale, ognuna di esse è cioè indipendente dall’altra. In fondo a questo sistema troviamo una catena di tipo orizzontale (numero 2), in cui è possibile trattare il suono globale (riferito, cioè, alla somma dei suoni generati dalle tre catene indipendenti).
In questa catena abbiamo:
1) Un Waveshaper, una sorta di filtro molto aggressivo;
2) Un filtro che lavora nello stesso modo dei singoli filtri già analizzati;
3) Una sezione Effect, la esamineremo in seguito in maniera approfondita.
Ultima considerazione per il Dolby Surround: ognuna delle tre catene verticali può essere spazializzata all’interno di un pad che rispetta la struttura dei sistemi Dolby Surround. Otterremo così dei suoni differenti all’interno di un unico suono che avranno una vera e propria collocazione fisica differente.
La schermata WAVE

Qui è possibile personalizzare ulteriormente le forme d’onda, possiamo quindi ampliare la libreria di forme d’onda a nostra disposizione disegnandone delle nuove (muovendoci con il mouse nel pad apposito) o scegliendo delle tecniche alternative di generazione sonora (fase, controfase, normalizzazione, offset, reverse della forma d’onda, frattalizzazione, filtraggio, FM, importazione di file audio). In questa sezione possiamo salvare la nuova forma d’onda creata e possiamo riutilizzarla selezionandola nel menu User della sezione Patch/Wave.

La schermata Effect

In questa sezione è possibile attivare svariati effetti.
Multicomb, questo effetto offre fino a sei delay indipendenti con feedback e un filtro passa basso che lavora sul feedback. Il tempo del delay può lavorare su un sample massimo di 0,74 secondi o può essere modulato da un LFO o da un MIDI controller.
Pipe, questo effetto è il frutto della sintesi per modelli fisici, e cerca di emulare la sonorità che si può sviluppare all’interno di un corpo fisico attribuendo delle posizioni ben precise all’input e all’output destro e sinistro. Per comprendere bene il funzionamento di questo è molto utile sperimentarci direttamente visto che le sfumature sonore ottenibili sono molteplici.
Multitap è un semplice delay con tre ripetizioni (con ritardi fino a 10 secondi, per questo motivo l’utilizzo della CPU è maggiore rispetto a quello che si ha con il Multicomb). I tre tapdelays possono essere modulati da un LFO o da un MIDI controller.
Echoes, possono essere attivati fino a tre delay indipendenti, aventi filtraggi di LP, HP, Phaser e comandi di Gain e Pan.
Resonator è in grado di generare delle risonanze che si possono creare all’interno di tre corpi indipendenti (in grado di generare effetti d’eco e di riverberazione), ad ognuno possono essere attribuite le caratteristiche di corpo Raw (con delay più diffuso ma un po’ piatto), Natural (diffusione variabile, ma dal colore scuro), Resonant (diffusione e suono chiari) o Synthetic (simile al Resonant ma molto più estremo come suono).

Schermata ENV

Qui possiamo gestire gli inviluppi.
Praticamente possiamo attivare un numero molto elevato di inviluppi e possiamo assegnare ognuno di essi ad una determinata funzione del generatore sonoro (ogni volta che clicchiamo su NewEnv avremo l’elenco completo delle voci a cui possiamo assegnare l’inviluppo). Gli inviluppi sono liberamente configurabili (entriamo in una dimensione molto differente da quella classica degli inviluppa ADSR, AD, ADR ecc.) ed esiste una libreria di inviluppi precostituiti che potremo adattare alle nostre esigenze. Tale libreria è espandibile con il materiale che riusciremo a realizzare.
Mediante la funzione di loop possiamo anche mettere in ciclo alcuni passi dell’inviluppo.
Avremo così il controllo totale sull’andamento temporale del nostro suono.

Schermata LFO

Qui possiamo gestire gli LFO. Abbiamo tre LFO, che possono essere disposti in serie o in parallelo.
Ogni LFO può gestire la modulazione del Pitch, del volume, del pan e del filtro di ogni catena della sezione Oscil. È possibile selezionare la forma d’onda dell’LFO tra un numero molto alto di modelli. Il tempo di rate può essere regolato in modo indipendente per i tre LFO.
È possibile pilotare gli LFO assegnando dei controller MIDI esterni.

Schermata MIDI

In questa sezione gestiamo tutto ciò che concerne il MIDI. Possiamo gestire i MIDI controllers, la velocity (legata all’oscillatore, alla FM balance e alla filter frequency), lo scaling delle note e l’intonazione dello strumento (possiamo creare delle intonazioni personali e in modo del tutto libero).

Dare una definizione all’Absynth 3 è davvero molto difficile. Ci troviamo di fronte ad uno degli strumenti più completi mai realizzati. Lo strumento è in grado di generare sonorità classiche, ma è completamente flessibile. Probabilmente chi ha realizzato l’Absynth non sa nemmeno lui i confini sonori che questo strumento è in grado di raggiungere. Probabilmente con esso sarà possibile realizzare qualsiasi suono riusciamo a immaginare. Le formule per la generazione del suono sono state certamente migliorate e potenziate visto che l’Absynth suona in un modo micidiale. L’Absynth 3 è in grado di essere caldo e ricco come un analogico e glaciale e preciso come un digitale. Tutto il mondo della sintesi è racchiuso in Absynth. Qualsiasi musicista può trarre giovamento dall’avere installato nel proprio setup l’Absynth. Se consideriamo pure la questione del Dolby Surround, siamo sicuri che l’Absynth si prepara a vincere il premio come sintetizzatore più completo fin’ora mai realizzato.

Absynth3
Requisiti

PC
Processore PIII 700 MHz (consigliato PIII 1,2 GHz)
Memoria RAM 256 MB (consigliati 512 MB)
Spazio disponibile su HD 400 MB
SO Win XP
Standalone ASIO 2.0, DirectSound, MME
Plug-in VST 2.0, Dxi, RTAS, HTDM

MAC
Processore G3 500 MHz (consigliato G4 1,2 GHz)
Memoria RAM 512 MB (consigliato 1 GB)
Spazio disponibile su HD 400 MB
SO MacOS 10.2.6
Standalone ASIO 2.0, Core Audio
Plug-in VST 2.0, Audio Units, RTAS, HTDM

Per maggiori info: www.nativeinstruments.de

Fonte articolo: www.xelenio.com
Scritto da:  Ale

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