ABsynth3 – VSTi
Fonte articolo: www.xelenio.com
Scritto da: Ale
Onestamente non pensavamo che la Native Instruments riuscisse a migliorare ulteriormente l’Absynth, provando la nuova versione del software noi di Xelenio siamo stati costretti a ricrederci.
Tutto è stato migliorato e approfondito, dall’interfaccia grafica (dal sapore futuristico) ai generatori sonori (ancora più potenti ed efficaci). Come al solito la Native Instruments non ha lasciato nulla al caso ed ha realizzato il miglior sintetizzatore mai realizzato fino ad ora. Con l’Absynth 3 siamo già con un passo nel futuro.
La struttura del nuovo Absynth è molto simile a quella delle versioni precedenti, il synth è suddiviso in varie sezioni, ognuna delle quali ha il compito di occuparsi di una serie ben precisa di funzioni. Analizziamo le schermate una per una.
La schermata MAIN

Questa è la schermata principale del software, quella che ci viene incontro ogni volta che lanciamo il programma. Qui possiamo gestire le funzioni relative alla fruizione dei suoni creati con l’Absynth.
Nella parte che abbiamo contrassegnato con il numero 1 gestiamo le librerie dell’Absynth (ogni banco ha 8 sezioni e per ogni sezione disponiamo di 16 preset). Possiamo importare i banchi del sintetizzatore e modificarli come meglio crediamo. L’Absynth viene venduto con una Sound Library piena di banchi suddivisi per categorie sonore. Abbiamo i seguenti banchi: Beats, Noise, Acoustic Instruments, Atmospheric & Weird 1 e 2, Bass Instruments, Drums, Ethnic, Ambient & FX, Evolving Atmospheres, Evolving Soundscapes, Factory Presets V1 & V2, Keyboard Instruments, Loops & Sequences 1 e 2, Pads 1 & 2, Percussion, Really Cool Patches, Really Useful Patches, Rhythmic Noise, Rhythmic Pads, Surround Patches, Synth Instruments, Synth Leads e, infine, Synth Loops. Consideriamo che sul sito della NI possiamo anche accedere alla User Library, in cui gli utenti registrati si scambiano le librerie create (è possibile dare un voto per giudicare la qualità delle librerie).
Nel secondo settore (numero 2) troviamo dei parametri di carattere generale del preset, quali la polifonia, il volume sonoro (espresso in dB), il pan, il BPM del preset (questa funzione ci risulterà utilissima per mettere a tempo con un brano i preset ritmici), l’altezza dei suoni e l’intonazione del suono (possiamo optare tra intonazioni standard e particolari come quelle relative a strumenti arabi o indiani).
Il terzo settore (numerato con 3) è dedicato alla programmazione MIDI di alcuni parametri del suono che potranno essere assegnati ad un controller MIDI esterno. Due sono le importanti novità: la possibilità di inserire un breve testo descrittivo del parametro assegnato al controller, la presenza di un pad di tipo bidimensionale XY in cui è possibile variare i valori di ben due parametri contemporaneamente (va usata con un controller tipo Joystick).
Nell’ultimo settore (numero 4) è possibile visualizzare la tastiera virtuale (per effettuare una prewiew del suono anche in assenza di hardware) e i pedali sustain e hold.
La schermata PATCH

In questa schermata abbiamo il vero e proprio sonoro dell’Absynth, quello contenente il motore sonoro del programma. Il programma è suddiviso in catene sonore.
Nella prima abbiamo tre generatori indipendenti. Ogni catena di generazione (come quella contrassegnata con il numero 1) contiene una sezione per l’oscillatore, una di filtraggio e una di modulazione.
Nella sezione Oscil è possibile selezionare la modalità di generazione sonora (singola, doppia, FM, ring modulation, frattale, campionamento, granulare e audio in), la forma d’onda (l’elenco è molto grande, si va dalle forme d’onda classiche della sintesi analogica a forme d’onda particolari) e l’intonazione del suono.
La sezione Filter garantisce la massima flessibilità di filtraggio essendo presente qualsiasi tipo di filtro (dai LP ai BP fino ai BPF ai Notch e ai Combo). I comandi presenti sono variabili secondo il tipo di filtro attivato, classici sono i comandi di Cutoff e Resonance.
La sezione Mod permette di modulare il suono in due modalità: con la ring modulation (ideale per rendere il suono metallico) e con uno Freq Shift (che interviene sulla frequenza del suono).
Queste tre catene di generazione sonora sono di tipo verticale, ognuna di esse è cioè indipendente dall’altra. In fondo a questo sistema troviamo una catena di tipo orizzontale (numero 2), in cui è possibile trattare il suono globale (riferito, cioè, alla somma dei suoni generati dalle tre catene indipendenti).
In questa catena abbiamo:
1) Un Waveshaper, una sorta di filtro molto aggressivo;
2) Un filtro che lavora nello stesso modo dei singoli filtri già analizzati;
3) Una sezione Effect, la esamineremo in seguito in maniera approfondita.
Ultima considerazione per il Dolby Surround: ognuna delle tre catene verticali può essere spazializzata all’interno di un pad che rispetta la struttura dei sistemi Dolby Surround. Otterremo così dei suoni differenti all’interno di un unico suono che avranno una vera e propria collocazione fisica differente.
La schermata WAVE

Qui è possibile personalizzare ulteriormente le forme d’onda, possiamo quindi ampliare la libreria di forme d’onda a nostra disposizione disegnandone delle nuove (muovendoci con il mouse nel pad apposito) o scegliendo delle tecniche alternative di generazione sonora (fase, controfase, normalizzazione, offset, reverse della forma d’onda, frattalizzazione, filtraggio, FM, importazione di file audio). In questa sezione possiamo salvare la nuova forma d’onda creata e possiamo riutilizzarla selezionandola nel menu User della sezione Patch/Wave.
| La schermata Effect
In questa sezione è possibile attivare svariati effetti. Schermata ENV
Qui possiamo gestire gli inviluppi. Schermata LFO
Qui possiamo gestire gli LFO. Abbiamo tre LFO, che possono essere disposti in serie o in parallelo. Schermata MIDI
In questa sezione gestiamo tutto ciò che concerne il MIDI. Possiamo gestire i MIDI controllers, la velocity (legata all’oscillatore, alla FM balance e alla filter frequency), lo scaling delle note e l’intonazione dello strumento (possiamo creare delle intonazioni personali e in modo del tutto libero). Dare una definizione all’Absynth 3 è davvero molto difficile. Ci troviamo di fronte ad uno degli strumenti più completi mai realizzati. Lo strumento è in grado di generare sonorità classiche, ma è completamente flessibile. Probabilmente chi ha realizzato l’Absynth non sa nemmeno lui i confini sonori che questo strumento è in grado di raggiungere. Probabilmente con esso sarà possibile realizzare qualsiasi suono riusciamo a immaginare. Le formule per la generazione del suono sono state certamente migliorate e potenziate visto che l’Absynth suona in un modo micidiale. L’Absynth 3 è in grado di essere caldo e ricco come un analogico e glaciale e preciso come un digitale. Tutto il mondo della sintesi è racchiuso in Absynth. Qualsiasi musicista può trarre giovamento dall’avere installato nel proprio setup l’Absynth. Se consideriamo pure la questione del Dolby Surround, siamo sicuri che l’Absynth si prepara a vincere il premio come sintetizzatore più completo fin’ora mai realizzato. Absynth3 PC MAC Per maggiori info: www.nativeinstruments.de Fonte articolo: www.xelenio.com |




