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apr 07 2011

Il difficile mestiere del Mastering Engineer (Part I)


L’ingegnere di mastering audio deve possedere tanto spirito musicale quanto un background tecnologico, buone orecchie, strumentazione, e conoscenze tecniche. Un ingegnere di mastering di successo conosce molti generi musicali editare la musica, e portare tutto attraverso sofisticate utility digitali.

E’ attento al fabbisogno del produttore e dell’artista, e tratta ogni progetto o CD con una attenzione ben precisa. Deve conoscere cosa accade al CD quando questo suona su una radio, in macchina, o nell’impianto stereo di casa.

QUATTRO MOTIVI PER AVER BISOGNO DEL MASTERING

Ogni registrazione merita un grande mastering. Quando siete passati dal mix, il vostro lavoro non è finito. Il mastering aggiunge più sostanza, suona più di una registrazione. I suoni sono uniformi e portano una dimensione di vitalità che migliora ogni buon mix.

1. ORECCHIE AFFATICATE

Molta della musica di oggi è prodotta da registrazioni su Daw a multitraccia. Il passo seguente è il mixdown che necessita comunque di un tempo dalle 4 ore alle 4 settimane, in relazione ai gusti del produttore, alle necessità degli artisti e al budget.
Normalmente ogni mix viene equalizzato in un altro contesto. Raramente puoi avere il lusso di passare a confrontare i suoni che stai missando.
Risultato: ogni mix suona in modo diverso, ogni equalizzazione ha una differente curva di risposta.

2. LA QUESTIONE DEI MONITORS

E’ facile parlare di questo, ma sono pochi gli studio ad avere un accurato sistema monitor. Siete a conoscenza del fatto che posizionare altoparlanti sopra alla console crea picchi e crolli notevoli nelle risposte in frequenza? Una classica control-room è talmente piena di apparecchiature che non esiste posto in cui si possa piazzare un sistema monitor senza causare interferenze filtranti dovute alle riflessioni acustiche. Quanto spesso avete avuto il tempo di portare in giro il vostro bel mix, facendolo suonare nella tipologia che va da casse-bomba, autoradio, a sistemi audiophile?
Normalmente non c’è il tempo di sentire come suona la vostra musica su diversi sistemi, su differenti contesti acustici.
Risultato: il vostro mix è compromesso. Qualche frequenza uscirà troppo forte, ed altre troppo deboli.

3. LA PROSPETTIVA DI UN ORECCHIO DIVERSAMENTE ALLENATO

L’ingegnere del Mastering è l’ultimo orecchio del vostro progetto musicale. Può essere una piattaforma musicale, tecnica e artistica per le vostre idee. Traete vantaggio dal suo orecchio speciale… molti progetti musicali stupendi sono passati attraverso il suo studio. Dovete chiedergli come vede l’ordine delle tracce, quanto devono essere separate, e se c’è qualcosa di speciale che possa ancora essere usato. Lui ascolterà sicuramente ogni aspetto del vostro album e, se state cercando suggerimenti, lui potrà darveli.

4. NON PROVATELO A CASA

L’invenzione delle DAW (Digital Audio Workstation) e del mixer digitale è una apparente benedizione. Molti studio e musicisti hanno acquistato DAW e mixer digitali a basso costo perché convinti di sentire migliorare la qualità sonora.
Sfortunatamente, è molto facile abusare di queste apparecchiature. Abbiamo sentito molte DAW e mixer digitali deteriorare la sonorità della musica, ridurre il soundstage e l’immagine stereofonica, e distorcere l’audio. Ci sono motivi tecnici seri che portano a questo: normalmente lunghezza delle parole di bit e jitter che, in questi sistemi a basso costo, sono compromessi. Di conseguenza, raccomandiamo di proteggere il vostro lavoro da tale danno; appoggiatevi ad uno studio di mastering che impieghi sistemi ad alta risoluzione per migliorare invece che deteriorare la qualità del suono. Preparate i vostri nastri nel modo corretto, ed evitate i trucchetti digitali. Questi sono solo alcuni dei motivi per cui, inevitabilmente, un ulteriore lavoro di mastering è necessario per far diventare i vostri brani un vero master, compreso: aggiustare i livelli, separare le timbriche, sistemare dettagliatamente le dissolvenze di apertura e chiusura, rimuovere rumore, rimpiazzare errori musicali combinando porzioni di registrazione (comune in lavori dove si passa direttamente al due tracce), equalizzare i brani per renderli luminosi o più cupi, far emergere strumenti che (in un riesame) non sembrano emergere a sufficienza nel mix.

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