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Tecnico audio specializzato in musica elettronica Responsabile artistico/tecnico Presslab Records. Dal 1988 inizia a produrre computer music 1992 primo disco house. Dal 1992 al 2010 più di 150 produzioni con etichette mondiali (saw Recording, Crosstownrebels, Viva music, molte altre) e decine di rmx per altri artisti. 1996 crea con Omar Neri la Presslab Records. Dal 2002 al 2009 tour mondiali (Brasile, Giappone, Russia, Francia, Spagna, Ucraina…etc.) come dj set con il nome Presslaboys di cui è il compositore di tutte le tracce. 2007 progetta il polo multimediale Presslab Records e nel 2008 insieme ad Omar Neri apre i nuovi studi Presslab Records. Dal 2008 al al 2010 registrazioni live alla Presslab Records. 2008 organizza insieme a Mario Gori il premio “parole, colori, suoni”, dedicato ai diversamente abili. 2009 crea la musica e segue parte dell’organizzazione del World Fashion Musical. 2009 crea i corsi professionali musicali alla Pressab Records. 2009.
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So che conosci bene una persona: chi è “Luigi Gori AKA Presslaboys” sul piano personale ed artistico?
E’ una persona leale, che mette prima di tutto il rispetto della persona, sia o no un collega. Sul piano artistico è in continua ricerca di un sound migliore, cerco sempre di imparare dagli altri, anche dagli ultimi arrivati cercando di inserirli in questo mondo dato che io ho fatto molta fatica e molta altra ne dovrò fare, perché nessuno si può mai sentire arrivato secondo me, la musica è un’evoluzione continua e d io sento il desiderio di crearla di continuo, so che comporrò musica per tutta la mia vita e non solo elettronica, adoro tutto quello che è ricerca sonora applicata ad ogni genere musicale. Per questo sto’ lavorando a progetti paralleli che variano dall’electropop all’hip hop dall’old school all’ house/techouse.
Cosa pensano di te invece amici e colleghi?
Per quanto riguarda gli amici alcuni pensano che sia un grande. Alcuni invece che sia un pazzo, altri non pensano più.I colleghi del mio settore hanno un grande rispetto del mio lavoro come io del resto ho del loro. Altri colleghi invece pensano di essere furbi succhiandoti energia ed esperienza, io li lascio fare per un po’, perché ho sempre fiducia nelle persone, se questa fiducia viene a mancare poi mi incazzo e li elimino dalla mia vita.
Come è nato l’approccio con la musica e com’è diventata passione?
Avevo 11 anni, mio zio possedeva una discoteca, quelle classiche discoteche anni 80 tutte a specchi, poltroncine, consolle chiusa in una cabina tutta illuminata, adesso sembrerebbero night club piene di papponi e prostitute. La prima volta che ci ho messo piede, alla vista della consolle, ho sentito da subito il desiderio di entrare in quella cabina e vivere li dentro. Ricordo ancora il disco di Madonna “Into the groove” che girava nel Technics. Sempre quel famoso zio mi regalò il primo piatto TechnicsSL2000 e a 12 anni già mixavo dischi insieme ad un altro piatto un Philips amplificato che dovevo tenere a metà volume, ma con una piccola regolazione di velocità. Da lì a poco l’acquisto del primo Campionatore Casio FZ1, Sequencer MC 505 Roland e in seguito il mitico Atari STE. La passione era talmente forte che una volta sono entrato in un convento per rubare un mixer e dei microfoni la notte dopo un concerto di musica classica. Quella passione vera tangibile come il suono analogico delle batterie elettroniche, i sinth, i registratori a nastro, ma quanti soldi costavano. Il resto è storia…
Quando ti è capitato di collaborare nella composizione con altri musicisti come ti sei trovato? Hai un collega particolarmente stimato? E perche?
Di solito mi trovo bene perché lavoro con musicisti che sanno interpretare le mie idee in maniera rispettosa. In pratica si fidano di me.Sono stato un’autodidatta in tutto e per tutto, ma un vero grazie devo dirlo sicuramente ad Alex Picciafuochi, che tra un plug-in e l’altro, mi ha insegnato trucchi o forse è meglio dire che molti glieli ho rubati io con gli occhi e le orecchie.
Ogni artista che fa musica si ispira in qualche modo al suo idolo o ha un punto di riferimento….nel tuo caso? Quali sono stati i tuoi punti di riferimento e i tuoi idoli? Hai un brano in particolare nel tuo cuore?
The Cure sono il mio unico vero amor ed in particolare Boys don’t cry.
Il dilemma di tutti. Come e da dove costruire un brano:
Basta iniziare da una parte, a volte ti ispira un groove, altre un sample di voce, altre volte un giro di accordi, l’importante è partire da qualche parte e sentire dentro che può funzionare. A me personalmente piace trovare degli impasti di suoni e percussioni che creano l’anima del brano un qualcosa di indecifrabile una nova sonorità, Adoro la ricerca sonora.
Il Dj è un vecchio mestiere. Secondo te come si è evoluto dagli anni ’70 ad oggi? e quanto anno influito sulla tua musica i decenni 70 80 90 2000?
Sicuramente il DJ in un modo o nell’altro è stato sempre un manipolatore delle tendenze e delle mode musicali. Negli anni passati i dj hanno influenzato enormemente i gusti musicali delle persone. Adesso questo posto lo hanno preso i produttori che impongono le varie programmazioni radiofoniche per promuove un certo prodotto musicale e purtroppo in Italia questa situazione è sempre più presente, quindi il dj sfrattato dalla sua natura di giocatore con i dischi adesso è diventato a volte un comico a volte un narratore altre uno psicologo altre un attore, anzi adesso gli attori, musicisti Rock (che lavorano poco) si sono improvvisati dj rubando troppo spesso lavoro alla categoria e questo fa male alla musica.
Vinile, CD, Mp3. Quale supporto preferisci e perché?
Qualsiasi supporto va più che bene l’importante è che sia un buon prodotto musicale e purché si trovi almeno un modo da poter salvaguardare le persone che credono nella propria musica dando loro la possibilità di poterne trarre benefici anche economici.
Mac o PC? Strumenti MIDI esterni o Virtual Instrument?
Adesso sono due piattaforme che si sono molto avvicinate non so se perché alcuni PC montano componenti più stabili o perché i Mac si sono “PCzzati”. In questo momento, a volte, un PC preparato per l’audio è molto meglio di un buon Mac.La tecnologia sta facendo enormi passi in avanti e pur avendo a disposizione diversi sinth analogici, mi rendo conto che il suono di alcuni virtual istruments si stà avvicinando sempre di più a quello di cui ho bisogno. Per non parlare poi della facilità e della possibilità di poter cambiare in qualsiasi momento le più svariate automazioni. Sono rimasto veramente impressionato dai nuovi istruments di Pro Tools 8, ho paura che tradirò il mio amico del cuore Cubase per un po’.
Quali software usi, dalla creazione al master di un brano? Sei affezionato ad un software in particolare? Descrivi brevemente il tuo studio.
Abitualmente lavoro con un PC Quadcore preparato Audio con Cubase 5 (che uso dal 1988) con una master key, di sinth esterni uso Korg MS20 ponteggiato con un filtro Sherman, Roland Juno106, juno2, Korg MS2000 per la parte elettronica, Per la parte di registrazione acustica uso Pro Tools 8.0 HD3, Yamaha DM 2000, PMC BB5, TB2, Tubetech, Focusrite, mic. Neumann, ecc…
Quale è stato il genere che da sempre hai amato suonare in club e discoteche?
Acid House e adesso Techouse
Quale è il pezzo che non deve mai mancare nella tua tracklist durante la serata?
Il mio ultimo finito di masterizzare il pomeriggio per sentire come suona.
Il successo di una serata dipende fortemente dai dj, dal tipo di musica che propongono, là dove ti capita di essere l’unico dj della serata è quindi sai che il buon esito della serata dipende da te quando influenza questo sul tuo stato d’animo prima di iniziare?
Un Vodka Lemon e passa la paura.
Per far ballare una pista e per una buona riuscita della serata in generale, quali sono gli ingredienti che non devono mancare?
Un’impianto Martin Audio è uno degli ingredienti indispensabili per una buona riuscita, una grande varietà tracce con sfumature che variano dalla deep alla techouse tutte con sonorità rigorosamente old school.
Durante le registrazioni in studio hai a che fare con vocalist e musicisti: li consideri parte integrante del tuo Team? E che rapporto personale hai con loro in studio?
Dipende dall’artista, non è facile lavorare con tutti allo stesso modo, a volte un’idea che imponi o sconvolgerli totalmente dal loro modo di interpretare la canzone può essere pericoloso per la loro stabilità emotiva, ma a me piace correre questo rischio, cerco di tirar fuori da ognuno cose molto diverse da come sono abituati a fare, questo rende il lavoro molto più interessante. Mentre durante le performance non sono un’amante dei vocalist a meno che non si tratti di annunciare i vigili urbani che stanno per portare via la mia macchina.
Quale è il rapporto con i tuoi colleghi? Gelosie, invidie e quanto influenzano la serata quando si deve condividere la consolle anche se in tempi diversi?
Non è assolutamente un problema, ci sono personaggi che non si staccherebbero mai dalla consolle, se ne trovo faccio un giro al bar e torno dopo.
Quale influenza hanno i media come la TV e le Radio sulle tue performance?
Nessuna
Internet invece?
Internet aiuta molto a capire con largo anticipo le tendenze musicali e soprattutto a trovarei nuovi plug in…
La prima serata dietro ad una consolle e la tua prima volta quindi che fai parte di un dj set, cosa ricordi di quei momenti e di quella serata?
Avevo organizzato la festa in un sottochiesa per fare colpo su una ragazza, fu un disastro…
La crisi discografica oramai è assodata. Non si trova tutto ciò che si vuole, come una volta, sul vinile.
L’avvento dell’mp3, ha cambiato il metodo di chi propone musica come i dj e di chi la musica la compone e la vende. Quali vantaggi o svantaggi ha portato ad entrambe le figure artistiche?
E’ un gran casino e non sembra sia vicino il momento di risolvere i problemi di pirateria. Per noi produttori ha portato un grossissimo svantaggio per vari motivi uno dei quali è che creata una traccia dopo due ore è già su emule pronta per essere scaricata gratis, un altro svantaggio è che c’è una enorme saturazione musicale, nascono etichette su etichette e c’è meno selezione musicale. Meno ricerca. Si sentono un’infinità di produzioni tutte identiche tutte con gli stessi suoni di Ableton, gli stessi filtraggi di Ableton, gli stessi brani che suonano da Ableton, non se ne può più..
Che ne pensi dell’attuale scena club della zona in cui vivi al confronto con il resto del mondo? Vedi un futuro da ottimista o da pessimista?
Purtroppo spesso e volentieri si tende a sopravvalutare le persone e i dj o a non valutare nel modo appropriato quelle che realmente valgono, soprattutto in Italia dove solo in pochi hanno idea di cosa è questo mondo infatti troppe situazioni nascono e muoiono perché alla base non c’è una formazione culturale e un’esperienza musicale ovvero la gavetta perché sempre più improvvisati si credono di sapere senza realmente capire mettendosi a gestire situazioni fluttuanti. Per questi improvvisati basta chiamare un’agenzia, , 4 PR fighetti, rubare un paio di idee e il locale è fatto senza valorizzare ciò che di buono già esiste nel territorio con il risultato di disintegrare ancora di più quel poco che è rimasto di salvabile e non costruire un bel niente nel futuro con persone che la passione ce l’hanno dentro non nell’apparire e basta. Dovremmo imparare dalla Germania, Inghilterra, USA, che sono consapevoli del patrimonio artistico interno e di quanto, in questo caso, spingono i loro dj. Invece per molti di questi improvvisati è importante solo ciò che viene da fuori perché secondo loro il cliente vuole questo e questa è mancanza di cultura. Il cliente ha bisogno di capire deve imparare, i locali (come le radio) devono essere “Fabbriche” di cultura musicale non lo specchio della TV. È per questo, e parlo di tutti i settori dalla medicina alla moda, che chi può va a fare fortuna all’estero. Mi sono ritrovato in situazioni (Giappone, Brasile) che il valore di un’artista è valutata in base alle proprie capacità e non se hai l’accosto o ti hanno visto un’ora in TV. Questo mi rattrista molto soprattutto quando mi giro intorno e vedo persone e un patrimonio artistico invidiato in tutto il mondo, ma purtroppo per noi è più importante il ponte di Brooklin che il Colosseo.
Che percentuale di felicità ha per te la musica nella tua vita?
Se creo sono felice la percentuale non conta. Certo che se il prodotto finale piace ed ha dei buoni feedback sono ancora più felice.
Cosa c’è nel tuo immediato futuro? Produzioni, dj sets, progetti…
2 album, 1 in stile electro-old scholl in collaborazione con 7 cantanti americani ed inglesi in uscita a primavera L’altro electro-pop, in più dopo 1 anno di pausa per l’apertura dei nuovi studi Presslab Records, sono in arrivo molte altre produzioni elettroniche firmate Luigi Gori Presslaboys.
Un consiglio, di cuore e di testa, a chi volesse intraprendere una carriera da DJ
Studiare!!! Studiare le persone che hanno quel qualcosa in più, chi ha fatto storia, studiare le varie realtà musicali mondiali, la storia della musica, viaggiare il mondo, ma soprattutto l’Italia e le proprie culture popolari, ascoltare tutta la musica possibile di tutti i generi musicali, di tutte le epoche, capire le sfumature, i suoni, entrarci dentro e viaggiare con loro, ci vuole cultura per fare buona musica.
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